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COMUNICAZIONE AZIENDALE

Quali sono le strategie che un’impresa deve attuare per comunicare in maniera efficace? Quali valori deve trasmettere ai consumatori? Quali sono gli step che deve compiere per essere percepita come una realtà credibile e affidabile?

Le risposte risiedono in una efficace comunicazione aziendale, ovvero l’insieme degli strumenti e delle attività mirate a diffondere un’immagine dell’impresa coerente con la sua mission, i suoi valori e obiettivi.

La comunicazione aziendale è articolata su più livelli ed è il risultato di un approccio che richiede una precisa definizione dei ruoli e dei confini tra le differenti tipologie di comunicazione. In particolare, la comunicazione aziendale ruota attorno a quattro elementi cardine (prodotto, marca, marketing, corporate) e prevede tre fasi:

- La corporate identity: in italiano può essere tradotta con “sistema d’identità visiva di un’azienda” ed è l’insieme delle modalità con cui l’impresa si presenta all’interno e all’esterno. È l’espressione visiva che sintetizza quello che l’azienda è realmente e ciò che intende diventare ed è la pre-condizione indispensabile per avviare il processo comunicativo. La corporate identity è ciò che i vertici intendono valorizzare e comunicare.

- La comunicazione aziendale vera e propria: una volta costituita in maniera coerente la corporate identity, l’identità dell’impresa deve essere comunicata per costruire l’immagine aziendale. Per far sì che questo avvenga, generalmente si utilizzano tre diversi modelli. Quello funzionale che prevede che dei componenti interni all’azienda siano responsabili della comunicazione esterna; quello pubblicitario, volto ad affidare in outsourcing la promozione dell’impresa, e il modello integrato. Quest’ultimo mira ad “integrare testi diversi, per pubblici diversi, con mezzi di comunicazione diversi”. Il che significa differenziare le modalità e la veicolazione della comunicazione in base al target che si vuole raggiungere.

- L’immagine aziendale: è l’ultima fase della comunicazione aziendale. Esistono due diverse tipologie di immagine. L’immagine riscontrata, ovvero l’identità percepita dai pubblici destinatari e l’immagine attesa, l’identità e i valori che l’azienda vorrebbe vedere riconosciuta dai pubblici destinatari. L’ideale per una comunicazione aziendale efficiente è che queste due tipologie coincidano in un’immagine unitaria dell’impresa.SIXTYSEVEN_SPOT PUBBLICITARI_FONIE_VOICE OVER Un’importante elemento della comunicazione aziendale coordinata è determinato dall’efficacia del centralino. Deve essere in grado di indirizzare con efficacia il cliente o il fornitore attraverso messaggi molto chiari e di alta qualita’. Lo studio di registrazione Sixtyseven.it specializzato in spot radiofonici, voice over, documentari, audioguide, offre un’ampia scelta nella realizzazione di fonie e segreterie telefoniche in italiano e in lingua straniera.


Spot Radiofonico

Realizzare uno spot radiofonico è più difficile di quanto sembri. A differenza della televisione e della stampa, che giocano notevolmente sull’immagine, la radio ha un unico canale per attrarre e persuadere il pubblico: quello uditivo. Non solo. Bisogna tenere presente che chi ascolta la radio spesso svolge contemporaneamente altre attività: guida, fa i mestieri domestici, legge il giornale.

Questo media dunque, viene sovente utilizzato come sottofondo e accompagnamento. In un contesto del genere, attirare l’attenzione dell’ascoltatore con uno spot radiofonico è più complicato, ma ha anche un aspetto postivo. Proprio perché la radio scandisce i ritmi della giornata e può essere ascoltata in qualsiasi momento, ha un bacino d’utenza piuttosto ampio e variegato.

Lo spot radiofonico deve essere pertanto originale, ma al tempo stesso diretto e conciso. Niente giri di parole, nè metafore o allusioni eccessivamente criptiche per l’utente: in 30 secondi lo spot radiofonico deve riuscire a comunicare tutti gli elementi essenziali di un prodotto o un’azienda con un messaggio accattivante che persuada il pubblico ad acquistare un dato articolo.


Se il marchio è poco noto, l’impresa diventa ancora più ardua. La strategia più utilizzata è quella di scegliere un jingle, un motivetto musicale che contraddistingua lo spot radiofonico. Anche la ripetizione di un dato rumore può essere sfruttata per evocare contesti o situazioni particolari che stimolino la fantasia degli ascoltatori.

Un’ulteriore difficoltà è data dal fatto che la radio, insieme alla tv, è un media soggetto allo zapping. Durante lo spazio pubblicitario, l’utente cambia canale. Per questo l’azienda che vuole promuovere i propri prodotti o servizi in radio, dovrebbe scegliere canali radiofonici che vengano seguiti dal pubblico non solo per la componente musicale, ma anche per i propri programmi e rubriche. Canali cioè che abbiano un pubblico già targetizzato e fidelizzato.

Per realizzare lo spot radiofonico, entra in gioco la creatività dei copywriter. Un buon compromesso tra originalità e chiarezza delle informazioni è l’ideale per attirare l’attenzione del pubblico, comunicando in maniera dettagliata gli elementi utili che inducono ad acquistare il prodotto. In questo compromesso sta tutta la forza persuasiva dello spot radiofonico.

Ottimi esempi sul sito della casa di produzione Sixtyseven all’indirizzo www.sixtyseven.itSixtyseven


COPYWRITING

« La pubblicità si basa sulla comunicazione. E non importa che sia fatta di immagini o di parole purché sia semplice. Checché ne possiate pensare chiunque può scrivere un buon testo lungo. Pensate al vostro lavoro non come a quello di chi scrive parole, ma di chi le evita. Non state scrivendo un romanzo o un poema. » (Peter Barry)

Il copywriter è la persona che, al servizio dell’Agenzia o dell’Azienda, come dipendente o come free-lance (cioè ‘indipendente’), è chiamato a interpretare, attraverso la parola scritta, le strategie, le volontà e le azioni della committenza. Il copy elabora il concept creando headline, tagline (detti anche endline o payoff) e bodycopy. Rispettivamente il titolo di un annuncio, il titolo che accompagna il marchio del produttore o il marchio del prodotto stesso e il testo dell’annuncio stesso. Il copy svolge anche altre funzioni che non necessariamente richiedono la presenza dell’art. Ad esempio:

  • elabora la strategia di comunicazione (copy strategy)
  • scrive i testi dei discorsi ‘ufficiali’ di politici o imprenditori
  • inventa nomi per nuovi prodotti o produttori (naming)
  • redige comunicati per facilitare il lavoro dei giornalisti
  • scrive i testi di pubblicazioni varie come pieghevoli, monografie istituzionali o di prodotto
  • scrive i dialoghi degli spot pubblicitari
  • scrive in generale qualsiasi tipo di testo inclusi i manuali di istruzioni
  • Interessanti esempi sono riscontrabili sul sito dello studio di registrazione Sixtyseven, specializzato in spot radiofonici, speakeraggi pubblicitari, documentari, audiolibri, audioguide, voice over in 8 lingue.

spot pubblicitari_sixtyseven


Da Wikipedia: doppiaggio pubblicitario

Il doppiaggio pubblicitario è quell’ambito specifico di utilizzo delle voci per scopi di carattere promozionale. Sarà quindi utilizzata una voce fuori campo che leggerà un testo appositamente realizzato per la promozione del prodotto/servizio oggetto della pubblicità.

Il doppiaggio pubblicitario si differenzia sostanzialmente da quello cine/televisivo per la mancanza di un “sync”, vale a dire che la voce di uno spot pubblicitario non deve sostituire quella di un attore e quindi non ha alcun obbligo di andare in sincrono con le labbra dell’attore sullo schermo.

I Doppiatori pubblicitari creano, con la loro voce, ambientazioni ed atmosfere, danno informazioni o semplicemente recitano slogan. Un doppiatore pubblicitario realizza la propria opera professionale registrando la propria voce, che sarà poi utilizzata per la realizzazione di uno spot pubblicitario che sarà trasmesso sia in radio che in televisione o anche al cinema, negli spazi promozionali che precedono la proiezione dei film.

I doppiatori pubblicitari operano anche come voice over, cioè come voce fuori campo, anche in ambito relativo a telepromozioni e/o televendite. Spesso la voce di un doppiatore pubblicitario la si potrà ascoltare anche come voce di un documentario, come narratore di audiolibri o produzioni simili, come voce guida di audioguide museali.

Tra i doppiatori pubblicitari italiani (voci maschili) più conosciuti troviamo Alex Poli , Natale Ciravolo, Claudio Capone, Tony Severo, Janpa Serino, Massimiliano Braccialarghe, Emanuele Scatarzi,Daniele Milani, Gianluca Favaretto, Dario Oppido, Fabrizio Cerutti, Tony Fuochi.


Registrazione spot per radio locali

Gli spot radiofonici consacrano le aziende presso il grande pubblico.
Per lanciare un prodotto, un servizio o un brand: la radio è fondamentale.

Le radio locali rappresentano un’ottima opportunità per le aziende che non hanno necessità di fare promozione su tutto il territorio nazionale ma che vogliono colpire particolari aree geografiche con forza. Sono mezzi di comunicazione con un alto livello di personalizzazione e dei costi di accesso sostenibili.

Scelta importante per la pianificazione è la produzione del comunicato.

Un valido riferimento è lo studio di registrazione SIXTYSEVEN (www.sixtyseven.it).

All’interno dell’area riservata del sito (accessibile previa registrazione) è possibile ascoltare numerosi esempi di successo realizzati con le voci dello studio. Tra queste segnaliamo Fabrizio Cerutti, Roberto Ceccato, Dario Oppido, Tony Fuochi, Alessandro Della Mura, Roberto Trapani, Gianluca Favaretto, Max Dupre’, Giovanni Zani, Orsola Boran, Anna Zanatta, Tamara Fagnocchi, Monica Celegato, Greta Bortolotti, Federica Tabori, Grazia Gheller.


DOPPIATORI PUBBLICITARI

Il doppiaggio pubblicitario è quell’ambito specifico di utilizzo delle voci per scopi di carattere promozionale. Sarà quindi utilizzata una voce fuori campo che leggerà un testo appositamente realizzato per la promozione del prodotto/servizio oggetto della pubblicità.

Il doppiaggio pubblicitario si differenzia sostanzialmente da quello cine/televisivo per la mancanza di un “sync”, vale a dire che la voce di uno spot pubblicitario non deve sostituire quella di un attore e quindi non ha alcun obbligo di andare in sincrono con le labbra dell’attore sullo schermo.

I Doppiatori pubblicitari creano, con la loro voce, ambientazioni ed atmosfere, danno informazioni o semplicemente recitano slogan. Un doppiatore pubblicitario realizza la propria opera professionale registrando la propria voce, che sarà poi utilizzata per la realizzazione di uno spot pubblicitario che sarà trasmesso sia in radio  che in televisione o anche al cinema, negli spazi promozionali che precedono la proiezione dei film.

Numerosi e validi esempi di questo servizio posso essere ascoltati previa registrazione (gratuita) nell’area riservata del sito dello studio di registrazione www.sixtyseven.it azienda specializzata nella registrazione di spot radiofonici, televisivi, audioguide, audiolibri, voice over, documentari.

I doppiatori pubblicitari operano anche come voice over, cioè come voce fuori campo, anche in ambito relativo a telepromozioni e/o televendite. Spesso la voce di un doppiatore pubblicitario la si potrà ascoltare anche come voce di un documentario, come narratore di audiolibri o produzioni simili, come voce guida di audioguide museali.

Tra le voci dello studio di registrazione Sixtyseven.it segnaliamo Dario Oppido, Tony Fuochi, Claudio Agostini, Fabrizio Cerutti, Max Dupre’, Gianluca Favaretto, Roberto Trapani, Greta Bortolotti, Federica Tabori, Orsola Boran, Tamara Fagnocchi, Monica Celegato.


IL MICROFONO

Il microfono a condensatore è un tipo di microfono che sfrutta l’effetto capacitivo. Le due lamine che compongono la capsula sono sollecitabili dalla variazione di pressione che un suono provoca nel mezzo di propagazione (aria).

La sua figura polare può essere omnidirezionale, bidirezionale (cosiddetta “figura 8″) o unidirezionale (cardioide, supercardioide, ipercardioide). Il microfono a condensatore può essere ritenuto qualitativamente migliore perché più sensibile ai transienti e alle sollecitazioni, tuttavia la capsula non ha un grande rendimento per cui viene aggiunto nel corpo del microfono un preamplificatore preposto ad alzare il livello del segnale generato, il quale però necessita di essere alimentato (la capsula può essere invece prepolarizzata nei microfoni electret). Il preamplificatore rappresenta però anche il punto debole di un microfono a condensatore perché se di bassa qualità può indurre saturazioni, distorsioni e introdurre rumore (di solito è il preamplificatore a determinare il massimo e il minimo livello sopportabile dal microfono). Per evitare i rischi di saturazione dell’elettronica, soprattutto nei microfoni di miglior qualità che quindi, disponendo di un’elevata sensibilità e di un’alta dinamica sono soggetti a questo problema, il produttore inserisce un “pad”, una sorta di attenuatore; L’alimentazione può essere separata o viaggiare sul cavo del microfono (in questo caso detta phantom) e di solito è di 48 volt ma può essere specifica per ogni microfono (da 5 a svariate centinaia di volt per quelli a valvola).

Il microfono electret o elettrete è una variante del microfono a condensatore; sfrutta lo stesso principio di funzionamento del microfono a condensatore ma, dal momento che il condensatore è pre-polarizzato in maniera permanete al momento della costruzione, non necessita di alimentazione (phantom).

Uno dei costruttori storici più apprezzati è Neumann. L’esperienza cinquantennale di questa casa nella trasduzione elettromeccanica del suono, fa sì che venga preferita nella scelta dei microfoni da utilizzare negli studi di registrazione. Nei tre studi di registrazione di Sixtyseven.it (casa di produzione specializzata nella registrazione di spot pubblicitari, jingles, speakeraggi pubblicitari,documentari,audioguide,audiolibri) viene utilizzato il microfono Neumann U87.

 Alcuni modelli di questo produttore, la cui attività risale agli anni 40, sono contrattati come pezzi storici da appassionati collezionisti.


VOICE OVER

Voice-over (anche noto come off-camera o commenti off-stage) è una tecnica di produzione in cui una voce che non fa parte del racconto (non- diegetica ), viene utilizzato in radio , televisione , cinema , teatro.

 La voice-over può essere pronunciata da qualcuno che appare altrove nella produzione o da uno specialista doppiatore .

Esempi interessanti nell’area riservata (accessibile tramite registrazione gratuita) nel sito dello studio di registrazione

www.sixtyseven.it casa di produzione specializzata in spot radiofonici, voice over, speakeraggi in lingua straniera, jingles pubblicitari, fonie. Info allo 0444.305604


Spot e speakeraggi in lingua straniera

Professionisti in grado di dare il massimo risultato anche con speakeraggi in lingua straniera.

Un team di professionisti specializzato nella traduzione e l’adattamento dei testi.

Un cast di voci per uno speakeraggio in lingua madre di altissima qualita’.

Da sempre Sixtyseven dedica molta attenzione allo speakeraggio di documentari e redazionali in genere.
Alle venti voci italiane a disposizione, se ne aggiungono altre dieci madrelingua per speakeraggi in lingua inglese, tedesca, francese, spagnolo, cinese, russo, portoghese,arabo.
Per maggiori informazioni sul servizio multilingua contattate lo studio di registrazione Sixtyseven al numero 0444.953806.


Il primo spot trasmesso in tv

Il primo spot televisivo della storia fu trasmesso nel 1941 negli Stati Uniti sulla WNBT (rete affiliata alla NBC): si trattava di un comunicato che reclamizzava un orologio della Bulova. Durò 10 secondi e costò 9 dollari dell’epoca.

A partire dal secondo dopoguerra la strategia pubblicitaria più diffusa fu quella delle sponsorizzazioni dei programmi televisivi, operata in varie forme. Tale strategia, tuttavia, entrò ben presto in crisi a causa dei crescenti costi di produzione, dell’eccessiva ingerenza degli sponsor sul contenuto delle trasmissioni, e di alcuni scandali legati a quiz truccati.

Gli anni sessanta videro un progressivo rifiorire degli spot pubblicitari classici (seguendo un po’ l’idea degli annunci pubblicitari sulla carta stampata: brevità e incisività) e la nascita del concetto di audience.

Gli anni successivi sono stati caratterizzati da una progressiva massimizzazione degli spot televisivi, con un culmine durante gli anni ottanta.


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